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PAURA DELLA VITA E LA PRINCIPALE MALATTIA DEL

VENTESIMO SECOLO.



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Sinopse

La scritta parola cerca sempre nuovi percorsi e traiettorie da principiare, e questa raccolta, che si colloca in un più ampio progetto che ospiterà poeti e versi, raffigura un ossimoro: è un’antologia di tre autori, tuttavia si può esaminare come una monografia, sia per numero di testi presentati dai singoli autori, sia per impostazione e veste grafica. Le poesie sono pensieri che respirano, e parole che bruciano, inserendosi nella tradizione letteraria e artistica dei grandi centri urbani (Parigi, Londra, Berlino, Venezia, Napoli, Palermo, Atene etc), che hanno realizzato stagioni indimenticabili della storia della cultura mondiale, ci indica che la poesia è dialogo, confronto e conoscenza. Metaforicamente gli autori partecipi a questa pubblicazione, si incontrano come avveniva nei caffè letterari di un tempo, per leggere e ascoltare quello che di rappresentativo hanno da offrire. Prendendo a prestito le parole di Carl Sandburg “La poesia è un’eco, che chiede all’ombra di ballare”, ci accingiamo a leggere i versi di Vincenzo Fiaschitello con Canti del sud e della memoria, Giuseppe Guidolin con Metalune, Angelo Piazza con Parole scritte a matita, sperando che la nostra eco possa trovare sintonie con le tonalità dei versi proposti. Infine, vi propongo come punto di partenza e di riflessione, la frase che dà il titolo a questa silloge: La paura della vita è la principale malattia del ventesimo secolo di William Lyon Phelps.

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