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CHI SARA IL PROSSIMO?



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Sinopse

Cosa ho voluto dire con “Chi sarà il prossimo?” Sostanzialmente ho scritto tutto quello che avrei voluto leggere e non sono mai riuscito a trovare. Soprattutto ho voluto revisionare la storia, non perché quella raccontata non mi garbi, ma perché rivangare il passato storico aiuta e sprona a rivedere anche quella personale. Molti non immaginano quali tesori nasconda la vita personale, quali perle di saggezza aspettano di esser raccolte. Orbene ricapitolare la propria esistenza, col senno di poi, permette di cogliere aspetti importanti sfuggiti, atti compiuti rimasti sepolti nella memoria o peggio dimenticati. Nel passato di ogni persona ci sono tesori che aspettano solamente di essere dissotterrati, un’eredità che nessuno può togliere e che serve come investimento per una nuova configurazione esistenziale. La vita è un viaggio, similmente lo è la letteratura, ciò che affascina il turista è quello che non ha mai visto e testimoniato, normalmente è l’aspetto più stimolante. Allo stesso modo scrivo cose, a discapito della forma (stile) ed in favore della sintesi (contenuto), che spero nessuno abbia mai letto. Dato che non mi ritengo uno scrittore, non ne ho i requisiti, prediligo rappresentare l’azione come narratore. E’ buffo ricordarlo, ma in quasi tutti i romanzi o film, la storia espressa segue una o più tracce ben distinte, cose che raramente s’incontrano nella vita reale. Queste tracce (trama) nel lavoro artistico rappresentano la compiutezza e lo stile e non sono assoggettate a nessun tipo di speculazione. Arte e soldi non vanno d’accordo, un libro, un quadro, un’opera teatrale sono esperienze, emozioni, da esse non se ne trae un vantaggio, né sono una perdita di tempo.  Quando si legge un libro o si osserva una pittura non c’è bisogno che qualcuno o qualcosa ci erudisca gli occhi, ogni traduzione può essere una pennellata che va a sovrapporsi all’opera originale.  Gli ultimi anni della sua vita K. Jung li ha spesi studiando un curioso fenomeno da esso chiamato “sincretismo” ovvero un’interessante sequela di coincidenze apparentemente legate a qualcosa di più profondo, che la ragione non riesce a spiegare. Rivedere la storia personale permette di raccogliere quelle briciole di pane lasciate da un misterioso ente che ci vuole indicare la via.  Scrivere questo libro non è stato facile più andavo avanti e più dovevo tornare indietro con la memoria (storia), leggere e rileggere i fatti accaduti, raccontati da più “storicisti”, impedisce di ben focalizzare l’evento in assoluto. La verità, pertanto, raramente è al centro di ciò che è successo e fondamento di uno stato, la verità è qualcosa di fluttuante, di parzializzato … dipende molto da chi la racconta.   Il libro affronta parecchi casi filosofici ed utilizza i vampiri per alleggerire e meglio veicolare il ripetersi di concetti ostici. Il fatto d’immedesimarmi in uno scrittore tedesco degli anni trenta ha facilitato oltremodo la possibilità di reinterpretare le situazioni svoltesi in quella particolare epoca, chi meglio può raccontare la storia di chi era presente! E chi meglio di voi può rievocare i momenti più significativi della vostra esistenza? “Chi sarà il prossimo?” è un testo che si rifà al movimento espressionista in auge nella Germania d’inizio ‘900. Un’ondata artistica che ha dato il meglio di sé nel campo della pittura ed ha fortemente contraddistinto l’avanguardia del cinema tedesco, il movimento espressionista ha attraversato la letteratura solo marginalmente, sono pochi i testi degni di nota. Se lo stile di scrittura di “Chi sarà il prossimo?” appare talvolta capzioso e ricercato è perché ha voluto replicare le sfumature di certi letterati in voga nell’epoca Weimar. La letteratura rispetto ad altre forme d’arte ha più regole da rispettare, disattendere i suoi dettami non è auspicabile, il rischio è quello di non essere compreso. Questo libro cerca di dire cose che il linguaggio e la parola non riescono a divulgare, il testo vuol essere un esempio metamorfico.

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