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MISTERI NAPOLETANI RACCONTI



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Sinopse

Napoli è conosciuta con il linguaggio convenzionale di città del sole, di bellezze naturali, canzoni, pizza e mandolini. Tremila anni di storia, civiltà, crocevia di popoli e di dominazioni. Dalla Magna Grecia agli invasori di ieri e di oggi. Tutto vero, ma oltre gli streotipi di questo luogo affascinante e insidioso, a ogni angolo di vicolo c'è il lato tentacolare sempre più da raccontare: la città e la gente che il sole non riesce a illuminare. Con Misteri napoletani ho voluto rappresentare l'altra Napoli forse ancora più coinvolgente. Quattordici racconti come i capitoli di un romanzo e un messaggio angosciante per il lettore... Tra gotico e mystery, fantasia e realtà, la Napoli che vive le follie del giorno e gli incubi della notte. Scrivere su questa città è ogni volta un'esperienza nuova. Bisogna fare i conti con le sue radici più profonde e una visione anche moderna del racconto su Napoli, megalopoli sospesa tra paure ancestrali e il duro realismo di tutti i giorni. Il passato che si rivela attraverso il presente come unicum da raccontare. Ho scritto queste storie brevi che scandiscono lo scorrere forsennato della vita di chi non si ferma mai per non morire. Le conseguenze di un patto di sangue. Le corride all’ombra del Vesuvio. Una stanza molto legata al suo inquilino. Francesco Mastriani e Edgar A. Poe che riscrivono insieme una tragica biografia. I pericolosi risvolti di un trapianto di cuore. Quando interlocutore è un melo annurco. Un vecchio che cerca la posizione più comoda sul letto di morte. Le non poche insidie per chi dorme con il macellaio sotto casa. Un incidente che non vorreste mai rivedere. Insolito caso giudiziario per due fratelli siamesi. Dalle valli piemontesi si è fermato a Napoli… e tanto altro ancora in queste pagine visionarie e realistiche. La dimensione obliqua ci coinvolge più di quanto non pensiamo: il labirinto del mistero. Pochi sanno che anche nella metropoli partenopea si svolgeva lo spettacolo delle corride per soddisfare i gusti dei numerosi sudditi spagnoli che vivevano in riva al Golfo durante il viceregno. Era anche un modo per abituare il popolo. Il pescivendolo Tommaso Aniello, meglio conosciuto come Masaniello, diventò un capopopolo per trascinare la gente all'insurrezione e alla protesta contro l'aumento indiscriminato delle imposte. In precedenza, tra i vari episodi che avevano accresciuto il malcontento, c'era stata l'impiccagione del conservatore dei grani Francesco Bianco giustiziato in piazza Mercato. La condanna a morte fu emessa dal ribaldo viceré Juan Alfonso Pimentel de Herrera, conte di Benavente. Don Francesco era un testimone scomodo, pronto a denunciare i loschi traffici del conte che non esitò a sbarazzarsi di lui e di altri due funzionari. Il duca d’Arcos, non meno illiberale, qualche anno dopo, aveva ripristinato la gabella sulla frutta e sollevato il malcontento della plebe. Il 6 giugno, festa dell'Ascensione, Masaniello fece dare alle fiamme la sede del dazio. Questa è l'ambientazione de La carrozza della Storia, uno dei suggestivi racconti di Misteri napoletani. E le sorprese non finiscono qui. Nei miei romanzi gialli come nei racconti, descrivo l'anima nera della città. Il terno di San Gennaro, Vendesi Napoli e Caponapoli sono calati in ambientazioni che richiamano queste atmosfere di fascino e di mistero. Non meno coinvolgente il racconto della più dura realtà. C'è sempre il lato scuro della città. Come nel mio poliziesco Mater munnezza. Un titolo emblematico tra cronaca e metafora di una criminalità che ha sempre avuto vita facile nella metropoli partenopea. Non bisogna comunque dimenticare che Napoli è stata la capitale europea dell'illuminismo, patria di uomini illustri, pensatori e scienziati. Non dovete meravigliarvi se spesso sentite e leggete notizie di esecuzioni di camorra. Questa fascinosa e imprevedibile metropoli tra i suoi numerosi primati ha anche quello delle tante contraddizioni.

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